A Firenze il primo master internazionale del programma FAO per la tutela del Patrimonio Agricolo Mondiale

il 14 gennaio la tavola rotonda internazionale con FAO, Ministero agricoltura, Ministero esteri, Regione Toscana (ore 11.30, Palazzo Strozzi Sacrati)
I più autorevoli esperti internazionali in ambito di ambiente e territorio tra i docenti del corso
di alta formazione in Agricultural Heritage Systems, che integra economia, società e scienze agrarie
25 studenti selezionati da tutto il mondo per diventare manager del paesaggio

Firenze, 25 febbraio 2019– Dalla sicurezza alimentare al Global warming, dal rischio idrogeologico alle colture tradizionali: sono questi alcuni dei temi al centro del primo master internazionale sugli Agricultural Heritage Systems, che si è aperto lo scorso 15 gennaio all’Università di Firenze. Il corso, promosso da Regione Toscana, Convention on Biological Diversity, World Bank,Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e Università di Firenze, è il primo al mondo legato al GIAHS (Globally Important Agricultural Heritage Systems), programma della FAO per la tutela e la valorizzazione del Patrimonio Agricolo Mondiale.

Venticinque gli studenti, selezionati per il loro curriculum, provenienti da 18 paesi del mondo, tra cui Etiopia, Kenya, Senegal, Somalia, Iran, Bolivia, Cuba, Birmania, Libano, Tunisia. In cattedra alcuni tra i maggiori esperti internazionali in ambito di ambiente e territorio, tra cui René Castro, vicedirettore generale della FAO, tra le voci più autorevoli in tema di cambiamento climatico e biodiversità; Quingwen Min, membro di spicco dell’Istituto mondiale di ricerca sulla geografia e le risorse naturali e dell’Ecological Society of China; Alessandra Ferrara, coordinatrice Istat sulla qualità dell’ambiente urbano e delle utilities ambientali locali; Enric Tello, docente alla School of Economics dell’Università di Barcellona; Juan Palerm architetto internazionale ed esperto di paesaggio costruito; Mauro Agnoletti tra i massimi esperti in pianificazione del paesaggio, presidente del comitato scientifico del programma GIAHS e coordinatore del progetto.

Il master ha l’obiettivo di formare i futuri manager del paesaggio, professionisti in grado di ideare modelli gestionali del territorio agricolo, che implementino pratiche sostenibili,preservino i prodotti agricoli di alta qualità e i valori bioculturali legati al paesaggio. Al tempo stesso la missione dei futuri manager del paesaggio sarà quella di progettare sistemi a basso input energetico in grado di mitigare il riscaldamento climatico e minimizzare il rischio idrogeologico. Inoltre, avranno le competenze per migliorare le condizioni economiche delle comunità rurali: la conservazione dinamica del paesaggio agricolo tradizionale associato alla produzione di prodotti alimentari di alta qualità, infatti, rappresenta un valore aggiunto non riproducibile, con ricadute sui flussi turistici.

Per questi e altri motivi la gestione del patrimonio agricolo è una disciplina sempre più attuale e ricopre un ruolo chiave nella realizzazione di nuovi modelli di sviluppo su scala globale: il Patrimonio Agricolo Mondiale che la FAO vuole tutelare fa riferimento a sistemi agricoli tradizionali resilienti, sviluppati nel corso dei secoli e in grado di preservare paesaggio e qualità del suolo e delle acque, contrariamente a modelli di agricoltura post moderni, incapaci di rispondere alle esigenze presenti e future di molte zone del pianeta. In questa ottica il paesaggio diventa una prospettiva unificante tra società, ambiente e cultura, in accordo con gli inderogabili obiettivi di sostenibilità.

“Il progetto pone l’Italia fra i paesi più importanti del mondo che sostengono il programma FAO GIAHS e la nuova visione dello sviluppo delle aree rurali che propone – dichiara il professor Mauro Agnoletti – . Rappresenta anche una grande opportunità per la Toscana e Firenze per svolgere un ruolo-chiave nella formazione e nella ricerca su temi in cui l’Università di Firenze vanta esperienze decennali. Oltre al ruolo che la Toscana storicamente riveste in ambito mondiale, riguardo ai valori associati al paesaggio, il lavoro svolto dalla Scuola di Agraria ha portato, fra l’altro, all’inserimento del paesaggio nel piano strategico nazionale di sviluppo rurale e all’istituzione del registro nazionale dei paesaggi rurali storici. Sulla base di queste attività si è sviluppata una partnership con la FAO che vede coinvolti ben due ministeri”.

Il master formerà i futuri esperti, che saranno in grado di ideare modelli gestionali del territorio agricolo e di progettare strategie che implementano pratiche sostenibili, che preservano i prodotti agricoli di alta qualità, i valori bioculturali legati al paesaggio, promuovendo sistemi a basso input energetico in grado di mitigare il riscaldamento climatico, le conoscenze delle popolazioni locali per l’adattamento ai cambiamenti climatici e minimizzare il rischio idrogeologico. Inoltre, avranno le competenze per migliorare le condizioni economiche delle comunità rurali: la conservazione dinamica del paesaggio agricolo tradizionale associato alla produzione di prodotti alimentari di alta qualità, rappresenta un valore aggiunto, non riproducibile, cioè che non può essere replicato da un concorrente, con ricadute positive sui flussi turistici

La gestione del patrimonio agricolo è, e diventerà sempre di più, una disciplina chiave per un modello auspicabile di sviluppo globale: i sistemi GIAHS, attraverso un’ottica sostenibile, preservano il paesaggio, la diversità biologica e culturale, migliorando la qualità del suolo e delle acque, proprio perché fanno riferimento a sistemi tradizionali resilienti, che si sono sviluppati nel corso dei secoli.

Sono cinque i criteri che un paesaggio deve rispettare per poter essere certificato patrimonio mondiale della FAO e, quindi, diventare un sito GIAHS: fornire cibo e sostentamento per le comunità locali; conservare  l’agrobiodiversità, come parte della diversità bioculturale (così come definita dalla dichiarazione di Firenze UNESCO-CBD del 2014; mantenere le conoscenze tradizionali; valorizzare la cultura locale e l’organizzazione sociale; rappresentare paesaggi terrestri e marini di particolare valore.

Dal Global warmingal rischio idrogeologico, dai grandi flussi migratori causati dalle crisi economiche e climatiche all’impoverimento del suolo dovuto ad una indiscriminata industrializzazione delle coltivazioni, fino ai conseguenti processi di urbanizzazione selvaggia: i modelli di agricoltura attuale non sono capaci di rispondere alle esigenze presenti e future di molte zone del pianeta. I sistemi GIAHS propongono quindi una nuova visione che integra società e ambiente e cultura, in accordo con gli obiettivi di sviluppo sostenibile, dove il paesaggio è prospettiva unificante, in grado di armonizzare processi economici, sociali e ambientali.

Benché le pratiche agricole tradizionali siano considerate meno vantaggiose rispetto ai moderni sistemi intensivi, in realtà forniscono una efficienza maggiore in termini energetici, grazie a tecnologie e know howmaturati nei secoli, che minimizzano gli input energetici esterni e valorizzano la qualità complessiva dei prodotti.

Il master è stato istituito sulla base di un protocollo d’intesa tra FAO e Governo Italiano, grazie anche alle esperienze dell’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale che ha stilato il Registro nazionale del paesaggio storico rurale e delle pratiche agricole tradizionali. Il corso fa parte di un più ampio progetto triennale finanziato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, per istituire a Firenze un polo di alta formazione per la gestione dei sistemi agricoli del patrimonio mondiale e  per l’identificazione di siti potenziali al livello mondiale da inserire nel programma GIAHS. Il progetto è gestito dal Laboratorio per il paesaggio e i beni culturali(CULTLAB)della Scuola di Agraria dell’Università degli Studi di Firenze. Il CULTLABsvolge il ruolo di segreteria tecnico-scientifica per l’Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale e del Registro nazionale del paesaggio storico rurale e delle pratiche agricole tradizionali, presso il  Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. I siti Italiani iscritti nel Registro Nazionale, che conta già 15  paesaggi iscritti, fra i quali tre della Regione Toscana, possono accedere al programma GIAHS.

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