L’Italia e la conservazione del patrimonio agricolo

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Il Piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale 2007-2013 (PSN) ha introdotto il paesaggio come uno degli obiettivi strategici. Con questa decisione il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha deciso di evidenziare l’importanza del paesaggio, con gli obiettivi e le azioni della nuova Politica agricola comune (PAC) e dello sviluppo rurale.

Il Gruppo di lavoro “Landscape” del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, è impegnato nella ricerca del rapporto tra paesaggio e politiche agricole. In occasione del Piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale 2007-2013, il Gruppo di lavoro ” Landscape” ha prodotto un fascicolo sul ruolo del paesaggio. In seguito all’approvazione dei programmi di sviluppo rurale (PSR) 2007-2013, nel 2009 è stata pubblicata anche la relazione “Paesaggio e sviluppo rurale: il ruolo del paesaggio nei programmi di sviluppo rurale 2007-2013”.

IL REGISTRO NAZIONALE DEI PAESAGGI RURALI STORICI
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L’introduzione del paesaggio nella politica agricola italiana ha prodotto il Decreto n. 17070 del 19 novembre 2012 dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l’istituzione dell ‘”Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, pratiche agricole e conoscenze tradizionali”. Tra i compiti dell’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, si possono trovare le rilevazioni del paesaggio, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali considerate di particolare valore, la promozione di attività di ricerca per lo studio dei valori associati al paesaggio rurale, la sua conservazione, la sua gestione e pianificazione, anche al fine di preservare la diversità bio-culturale.

Deve inoltre sviluppare principi generali e linee guida per la protezione e la valorizzazione del paesaggio rurale, con particolare riferimento alle azioni intraprese nell’ambito della politica agricola comune. Oltre al paesaggio, il decreto è finalizzato alla conservazione e alla valorizzazione delle “pratiche agricole e conoscenze tradizionali”, definite come “sistemi complessi basati su tecniche ingegnose e diversificate, sulle conoscenze locali espresse dalla civiltà rurale, che hanno dato un contributo importante alla costruzione e alla manutenzione dei paesaggi tradizionali “. Questo decreto creerà anche un” Registro nazionale ” di paesaggi rurali storici, pratiche agricole e conoscenze tradizionali. ” Il Ministero sarà quindi responsabile di identificare e catalogare nel registro “i tradizionali paesaggi rurali o paesaggi di interesse storico presenti all’interno del territorio nazionale e collegare le pratiche e le conoscenze tradizionali, definendone significato, integrità e vulnerabilità, tenendo conto sia del parere di studiosi e dei valori attribuiti a questi paesaggi, pratiche e conoscenze da parte delle comunità, dei soggetti e delle popolazioni interessate.

SCARICA QUI il testo del Decreto Ministeriale n. 17070/12.

IL REGISTRO NAZIONALE DEI PAESAGGI RURALI STORICI E DELLE PRATICHE AGRICOLE

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Coordinatore scientifico: Prof. Mauro Agnoletti

L’Italia offre un patrimonio incomparabile di paesaggi modellati dall’uomo nel corso dei secoli, rappresentativi delle diverse civiltà che hanno lasciato impronte sul nostro territorio. Sono un patrimonio eccezionale, un’espressione di identità culturale e l’immagine dell’Italia nel mondo. Sono soggetti a minacce multiple ma sempre di grande interesse. Una ricerca promossa dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, in collaborazione con 14 università italiane e alcune istituzioni di ricerca internazionali ha selezionato 123 paesaggi storici, distribuiti in tutte le regioni italiane. La ricerca prende in considerazione il valore storico, i prodotti tipici e le criticità che minacciano la loro integrità, proponendo linee guida per la loro valorizzazione. La loro descrizione è accompagnata da saggi che illustrano i dati raccolti, le tendenze e le caratteristiche dei paesaggi rurali italiani, tenendo conto delle questioni storiche, ambientali ed economiche.

La questione paesaggistica è quindi affrontata in tutta la sua complessità, senza alcuna concessione ad approcci nostalgici o alla ricerca illusoria di una natura completamente rimossa dall’influenza umana, considerando invece il suo ruolo come valore aggiunto per lo sviluppo delle aree rurali, per la conservazione dell’ambiente e per la qualità della vita della popolazione. Considerando il paesaggio come l’integrazione di temi sociali, economici e ambientali, nello spazio e nel tempo, il registro intende avere un ruolo privilegiato per interpretare il significato del nostro paese e del suo territorio rurale, in contrasto con il fenomeno di abbandono, di industrializzazione e di urbanizzazione che compromettono l’integrità e la possibilità di sviluppo. La ricerca ha promosso l’istituzione ufficiale di un Registro Nazionale dei paesaggi rurali storici e pratiche agricole nel 2012, che è gestito dall’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, con sede presso il Ministero dell’Agricoltura.

Il libro con la ricerca completa è stato pubblicato da Laterza (per l’Italia, in italiano e inglese) e da Springer per il mercato internazionale (in English only, click here to visit the Italian Historical Rural Landscapes page on Springer web site).

Scarica qui la prefazione del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano

Scarica qui la prefazione del direttore generale dell’UNESCO WHC

Scarica qui l’indice e l’elenco dei contributori della pubblicazione

Considerato il concetto di FAO a livello mondiale per il patrimonio agricolo (qui in seguito denominato GIAHS), che punta al riconoscimento internazionale, alla conservazione dinamica e alla gestione adattativa dei sistemi del patrimonio agro-culturale mondiale per la sicurezza alimentare e di sostentamento.

Notati gli sforzi della FAO e i suoi partner nel promuovere e sostenere la conservazione dinamica dei sistemi del patrimonio agricolo in tutto il mondo dal 2002 e l’identificazione di 220 sistemi, in particolare in Algeria, Cile, Cina, India, Iran, Italia, Giappone, Kenya, Messico, Marocco, Perù, Filippine , Sri Lanka, Tanzania e Tunisia; e che la FAO ha istituito siti pilota in diversi paesi, per i quali sono implementati approcci gestionali insieme a stakeholder nazionali e locali per l’integrazione, la conservazione in loco con le conoscenze tradizionali, per un continuo co-adattamento ad un ambiente fisico e socioeconomico in evoluzione e per rafforzare la resilienza e l’equilibrio co-evolutivo dei sistemi agricoli e dei relativi paesaggi associati e sistemi di conoscenza.

Considerato che l’iniziativa GIAHS (Global Heritage Agricultural Heritage Systems) è ora un programma della FAO ed è stata sostenuta finanziariamente dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), e che le attività GIAHS sono state svolte in collaborazione con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), l’Università delle Nazioni Unite (UNU), la Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit (GIZ), Centro internazionale per lo studio della conservazione e del restauro dei beni culturali (ICCROM), World Heritage Center (WHC), Gruppo consultivo sulla ricerca agricola internazionale (CGIAR), Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), organizzazioni non governative (ONG) e altre organizzazioni governative internazionali e nazionali, università, settore privato e organizzazioni della società civile

Considerato che il Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale, Direzione generale dello sviluppo rurale, ha sviluppato il registro nazionale dei paesaggi rurali storici, in vista della creazione dell’inventario nazionale dei paesaggi rurali tradizionali e delle pratiche tradizionali. Notizia che il Ministero ha inoltre elaborato strategie e azioni per i paesaggi rurali, nel quadro del Piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale 2007-2013, con l’obiettivo di promuovere il ruolo del patrimonio rurale per lo sviluppo economico, la qualità ambientale e la qualità della vita del popolazione rurale.

Si stabilisce che: FAO e il Ministero (hereaft definite congiuntamente “le parti”) hanno deciso di concludere questo memorandum d’intesa (di seguito il “memorandum”) come segue:

 Scope of cooperation:

The Parties agree to work together to promote dynamic conservation of GIAHS through appropriately coordinated support to related activities; and to cooperate by consultation, coordination of efforts, mutual assistance and joint action in thematic areas of common interest and in accordance with the objectives and strategic principles of GIAHS.

Aree di cooperazione:

CULTLAB e FAO concordano di cooperare nelle seguenti aree:

  1. Individuare aree come potenziali siti GIAHS, inizialmente selezionati tra i siti proposti per il Registro Nazionale dei Paesaggi rurali storici gestiti dal CULTLAB, ma estendere la ricerca anche ad altre aree del mondo.
  2. Sviluppare una metodologia per valutare e monitorare i siti  GIAHS sulla base dell’HICEA (approccio di valutazione storico-culturale) già applicato per la Regione Toscana e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che sarà adattato ad altre regioni del mondo.
  3. Supportare il miglioramento del set esistente di criteri e indicatori per la gestione sostenibile e la conservazione dinamica di GIAHS.
  4. Sviluppare e implementare metodologie per collegare la produzione alimentare tradizionale al paesaggio del GIAHS, sviluppando uno standard di certificazione per etichettare i prodotti alimentari nei paesaggi tradizionali.
  5. Sviluppare attività di ricerca quali: ruolo dei paesaggi tradizionali e pratica tradizionale per l’adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici; individuazione di soluzioni tecnologiche finalizzate al supporto delle buone pratiche in GIAHS con particolare riferimento alla conservazione delle pratiche rurali tradizionali connesse a foreste, pascoli e aree coltivate.
  6. Comprensione dei siti GIAHS: corsi di laurea e formazione accademica: DEISTAF intraprenderà corsi di formazione a vari livelli Dottorato e Posta -Distintivi. Un certificato universitario andrà a ratificare la formazione con il dovuto riconoscimento da parte del Segretariato del GIAHS per temi specificamente dedicati alla conservazione dinamica dei sistemi del patrimonio agricolo e questioni correlate di ecologia agraria, cambiamenti climatici, energia, ambiente e agricoltura sostenibile e sviluppo rurale.
  7. Sviluppare strategie di pianificazione e gestione per migliorare il valore economico e ambientale dei siti GIAHS, metterli in relazione con le politiche rurali e ambientali.
  8. Pianificare e organizzare conferenze, workshop e seminari a livello nazionale, regionale o globale; promozione della politica e del dialogo e interscambio strategico;
Cooperazione tecnica e azione comune:

Ove opportuno, FAO e CULTLAB possono intraprendere e cercare reciprocamente la cooperazione tecnica al fine di promuovere lo sviluppo di attività collaborative in settori di interesse comune. Rispetto a ciascuna attività di collaborazione indicata al paragrafo 2, il presente memorandum d’intesa dovrà essere integrato da uno specifico scambio di lettere che stabilirà gli aspetti delle azioni comuni, il contributo di ciascuna parte, e l’assegnazione delle responsabilità in relazione alla sua attuazione.